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Omicidio Lecce, fermo convalidato. Il gip: “Violenza irrefrenabile. E poteva scappare”



“Il modus operandi rivela inequivocabilmente che l’ideazione e la minuziosa preparazione del delitto è avvenuta ben prima della sua materiale esecuzione, e che il passare del tempo ha rafforzato il proposito criminoso del De Marco, che ha affinato il suo programma con gli accorgimenti che avrebbero dovuto garantirgli l’impunità”. Lo scrive il gip del tribunale di Lecce Michele Toriello, nell’ordinanza con la quale ha convalidato il fermo di indiziato di delitto e ha disposto la conferma della custodia cautelare in carcere a carico di Antonio De Marco, 21 anni, studente di Scienze Infermieristiche, originario di Casarano, autore reo confesso dell’omicidio di Daniele De Santis, 33 anni, amministratore di condominio e arbitro di calcio, e Eleonora Manta, impiegata Inps, avvenuto il 21 settembre scorso nel capoluogo salentino.

“De Marco era perfettamente consapevole di aver lasciato sul luogo del delitto numerose tracce che potevano portare a lui, ed aveva maturato la consapevolezza di essere braccato dalle forze dell’ordine; è, dunque, ragionevole ritenere, anche alla luce del fatto che egli stava iniziando a negarsi anche ai suoi stessi parenti, come appurato nel corso di una telefonata intercettata il 27 settembre, che egli avesse intenzione di far perdere le proprie tracce” aggiunge il gip, che poi ha concluso: “De Marco ha mostrato con la sua condotta di essere soggetto totalmente inaffidabile, avendo commesso un efferato delitto scatenando la sua irrefrenabile violenza verso vittime occasionali”.